Non A Sua Immagine
Metahistory è un cammino al di là dei copioni ricevuti dalla storia e dalla cultura, verso un mondo libero dalla schiavitù alle bugie storiche e alle credenze non esaminate.
L’umanità è una specie la cui sopravvivenza è messa in pericolo dalle sue proprie credenze, e in particolare dalla sua religiosa illusione di superiorità. Andare oltre la storia non è unicamente una prerogativa umana, poiché il sentiero che abbiamo di fronte non è nostro soltanto, ma è il cammino di tutti gli esseri senzienti.
William Reich, La funzione dell’orgasmo
Biografia Planetaria
Nella cosmologia gnostica Sophia è il nome mitologico di Gaia prima che diventasse la terra.
Oggi, con la crescente consapevolezza di Gaia a nostro favore, abbiamo il privilegio di osservare, come fece James Lovelock, che questo è l’unico modo di vedere la terra che abbia un senso. Abbiamo davvero bisogno di teorie sistematiche generali, cibernetica, strutture dispersive e formule tautologiche di auto-organizzazione per comprendere Gaia, oppure questi schemi concettuali rappresentano semplicemente delle distrazioni, di stampo maschile, dal contatto empatico con il pianeta vivente? Per gli antichi greci theoria significava osservazione, pura e semplice, ma sfortunatamente la mentalità moderna spesso si fissa sulla teoria e siamo così legati e accecati da essa da non riuscire a distinguere il terreno dalla sua mappa.
Ciò che cerchiamo nella “teoria di Gaia” è una dimensione immaginale viva, non un’impalcatura di riflessione su sistemi cibernetici generali. Fortunatamente, questa dimensione immaginale è già disponibile – ne possediamo perlomeno i rudimenti prolifici – nel mythos di Sophia. Il racconto sacro della Grande Madre, centrale nei Misteri, ha una struttura complessa che può essere illustrata in nove episodi:
Uno: Una singolarità nasce dentro la divinità, o regno del Pleroma (pienezza divina – dal punto di vista astronomico, il centro galattico). Questa singolarità reca il potenziale di novità che emerge nell’universo. Prende il nome di Anthropos.
Due: Due divinità (Eoni) appartenenti all’insieme degli dei del Pleroma, Thelete e Sophia, configurano questa singolarità per la proiezione nel regno dei bracci galattici, dove emergono i sistemi planetari.
Tre: La singolarità codificata si diffonde dal Pleroma al regno del “caos esterno”, in modo da potersi rivelare gradualmente nei mondi emergenti. Si annida in una nube molecolare (Nebulosa di Orione) come il motivo della rugiada sulla tela di un ragno.
Quattro: Affascinata da ciò che potrebbe accadere all’Anthropos mentre emerge in un mondo proprio, l’Eone Sophia si assorbe nel sogno, il processo cosmico di emanazione. Ma lo fa da sola, unilateralmente, senza una controparte, in disaccordo con la legge cosmica della polarità, grazie alla quale vengono mantenuti l’armonia e l’equilibrio nella miriade dei mondi. Ammaliata dalle possibilità della singolarità umana, l’Anthropos, Sophia si allontana dal Pleroma, abbandona il centro cosmico e si tuffa nel regno del caos esterno e vorticoso fuori dal nucleo galattico.
Cinque: Il tuffo di Sophia a partire dalla Divinità genera un impatto imprevisto nel regno del caos, dando origine a una razza di esseri inorganici, gli Arconti. Nella fascinazione di Sophia per Anthropos (la specie umana) e nella sua previsione di come avrebbe potuto evolversi, la Dea non prevedeva la nascita di queste strane entità. Esse costituiscono un fattore anomalo o anormale che potrebbe influire sull’evoluzione dell’umanità. Gli Arconti si raccolgono intorno a una divinità centrale, il Demiurgo, che ritiene falsamente di essere il creatore di ogni cosa che scorge. Il dio demente passa alla costruzione di un habitat celeste per sé stesso, usando la materia atomica: si tratta del sistema planetario con l’esclusione di Terra, Sole, e Luna.
Sei: Mentre sorge la struttura del sistema planetario, una nuova stella emerge dalla nebulosa in cui Anthropos è annidato. A causa della sua massa superiore, la stella provoca la coesione con il sistema planetario emergente intorno a lei. Si trasforma nel sole centrale del paradiso degli Arconti, un regno di meccanismi celestiali dominati da forze cieche e inorganiche. Sophia fa vergognare il Demiurgo, dicendogli che l’Anthropos, sebbene ancora nascituro, supera gli Arconti per intelligenza, poiché l’umanità è un’emanazione del Pleroma, mentre gli Arconti nascono al di fuori del nucleo cosmico, senza un atto di emanazione. Assisitendo a questo rimprovero, e scioccata dall’arroganza del Demiurgo, la stella subisce una conversione: sceglie di schierarsi con Sophia contro il regno delle forze Arcontiche, ovvero, la zona planetaria inorganica. La dea caduta apprezza questa scelta e genera da se stessa una figlia a sua immagine, la forza vitale Zoe, che si unisce al sole, la stella madre del sistema planetario.
Sette: Sophia muta in una forma terrestre, divenendo ella stessa un pianeta, ma organico, senziente e consapevole: la terra, che però viene poi catturata nel sistema organico del Demiurgo, il regno delle meccaniche celesti.
Otto: Le sensazioni di Sophia di dolore, paura e confusione si trasformano negli elementi fisici della Terra e della biosfera. Il globo terrestre si solidifica e la vita nasce in innumerevoli forme incontrollabili, ma Sophia non è in grado di gestire la sua progenie. Gli dei nel Pleroma percepiscono le sue difficoltà e tutti insieme mandano l’Eone Christos per intervenire e portare ordine nella varietà biologica del mondo di Sophia. Subito dopo aver realizzato questo intervento, Christos lascia una sorta di radiosa immagine residua nella biosfera, poi si allontana dalla Terra e ritorna al Pleroma.
Nove: Del tutto identificatasi con i processi di vita del pianeta in cui si è trasformata, Sophia apre gli occhi sul mondo del suo sogno solitario, il mondo in cui una razza particolare di umanità emerge dal modello originale dell’Anthropos e procede per condurre il suo esperimento divino: lo sviluppo della singolarità umana. Tuttavia, insieme alla novità troviamo il rischio di deviazione. Sophia stessa sembra aver deviato dall’ordine cosmico a causa del suo coinvolgimento nel regno planetario, dovuto al suo atto sognante appassionato e indipendente. Per qualche motivo misterioso, la sua “correzione” (riorientamento verso il centro cosmico) potrebbe essere dovuta alla triplice sfida che l’umanità si trova ad affrontare: trovare la propria nicchia evolutiva, restare fedele al proprio percorso evolutivo, e definire il proprio ruolo all’interno del progetto transumano di Gaia.
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La storia di Sophia è in continuo divenire. La sua conclusione non può esser scritta se la storia sacra non è immaginata e vissuta. A differenza della narrazione sacra della tradizione giudeo-cristiano-islamica, il mythos non termina con un evento catastrofico in un momento particolare del tempo storico lineare. L’intreccio coevolutivo non implica uno scontro finale fra Bene e Male. Il suo esito non è stabilito dal fato o predeterminato da un potere soprannaturale. Piuttosto, la storia della dea caduta è la struttura aperta del coinvolgimento senza tempo nel progetto transumano di Gaia. Non rinnega o discredita i progetti umani finchè essi sono concepiti in conformità con quel complesso di vita più vasto che è la biosfera. La nostra sopravvivenza dipende da “un’adattamento creativo” nella “storiadiLei” (ingl. Herstory, N.d.T.), come afferma Lynn Margulis nei recenti dibattiti sulla teoria di Gaia. La legge di Gaia non consiste nella sopravvivenza del più forte, ma nella sopravvivenza di ciò che rispecchia le Sue prospettive, ciò che risuona con il Suo sognare.
Ciò che Le è gradito, per così dire.
Per la versione completa di questi nove episodi, vedi il mio articolo “The Sacred Story of Sophia” (La storia sacra di Sophia) al sito Metahistory.org. Uso il termine mythos, letteralmente “storia, narrazione” in contrapposizione a mito, perché un mito, nella sua accezione attuale, è sinonimo di falsità o di invenzione infondata.
Italian edition of Not in His Image, publishing date: December 21, 2012.
All writings © John Lamb Lash and Lydia Dzumardjin.
Italian Translation by Elena Cinzia Defendenti.
Italian Publications and Grail Keeper in Italy, Managed by Luciano Melluso.
